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Glossario Finanziario

Aggiotaggio

E’ un atteggiamento, punito penalmente dalla legge, che viene assunto da coloro che per il proprio personale profitto diffondono notizie false e tendenziose relative a società quotate in Borsa, a danno dei risparmiatori.

Analisi fondamentale

Si occupa di studiare il bilancio societario, utilizzando le voci dello stato patrimoniale e del conto economico. Il suo obbiettivo è quello di valutare lo status finanziario presente e futuro, il grado di affidabilità, la capacità di produrre reddito e l’organizzazione tecnica e commerciale dell’azienda. Con l’analisi fondamentale si ottiene la stima dell’avviamento e del valore venale del titolo azionario sottostante.

Analisi tecnica

Nata negli Stati uniti dopo la grande crisi del 1929 per merito dei ricercatori Charles H. Dow, Jones, Robert Rhea e W.P. Hamilton, ‘analisi tecnica si avvaleva all’inizio solo di tecniche grafiche. Oggi, con l’avvento della telematica, studia gli indicatori di Borsa (e non solo) che si basano su principi matematici e statistici e su complesse elaborazioni dei dati di base, rappresentati dai prezzi e dai volumi di scambio di azioni e obbligazioni. Importanti in analisi tecnica, grafica e computerizzata, sono gli indici e le medie mobili, frutto statistico sulla serie storiche.

Apertura

Così come nella vecchia Borsa tradizionale, anche nei nuovi mercati telematici rappresenta la prima parte della seduta borsistica durante la quale vengono raccolte le comunicazioni di acquisto e di vendita e gli ordini al meglio (senza limite di prezzo). Gli incroci determinano il prezzo di apertura.

Arbitraggio

Operazione tecnica tipica dei mercati finanziari, grazie alla quale gli operatori sfruttano le differenze di prezzo, relative a singoli prodotti finanziari o a valute, che si formano per vari motivi sui mercati.

Asset allocation

E’ la destinazione delle attività finanziarie nel risparmio gestito, studiata dai tecnici per ottenere i migliori risultati, ma anche per limitare i rischi nel caso di congiunture sfavorevoli del mercato azionario. Nei fondi comuni di investimento l’asset allocation è studiata in particolare per i fondi bilanciati.

Azione di risparmio

Si tratta di azioni al portatore che non conferiscono all’azionista alcun diritto di voto in nessuna assemblea, né ordinaria né straordinaria; attribuiscono, invece, particolari privilegi per il dividendo e sul piano patrimoniale, in caso di riduzione del capitale per perdite. Vi sono due tipi di azioni di risparmio: convertibili e non convertibili. La conversione riguarda la possibilità di trasformare le azioni di risparmio in azioni ordinarie.

Azione ordinaria

Attribuisce al socio di una società per azioni sia il diritto al dividendo, sia il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie.

Azione privilegiata

Conferisce al socio di una società per azioni il diritto di voto nelle assemblee straordinarie, il diritto a un dividendo spesso maggiorato e a un privilegio nel rimborso del capitale, in caso di scioglimento anticipato della società.  

Benchmark

Detto anche punto di riferimento rappresenta, nel risparmio gestito, l’obiettivo che il gestore di un fondo s’impegna a raggiungere in termini di performance. Questo strumento, che serve a misurare l’efficienza della gestione, è indicato nel prospetto informativo dei fondi comuni di investimento, al fine di far conoscere all’investitore la tipologia degli investimenti, secondo il rischio e le opportunità di mercato.

Blue chips

Le “coccarde azzurre”, simbolo di nobiltà, fanno riferimento in Borsa ai titoli azionari più importanti per capitalizzazione (prezzo per numero di azioni in circolazione) e per volumi degli scambi. Le blue chips sono inserite nei panieri titoli utili alla costruzione degli indici di Borsa.

Borsa

Istituzione organizzata da poteri pubblici o privati per la disciplina e il controllo dei mercati in cui sono negoziati valori mobiliari (borsa valori) o merci (borsa merci).

Call

Si tratta di un’opzione che il compratore di un premio può esercitare secondo il proprio interesse economico: può decidere se acquistare o no un titolo (sottostante) a una certa scadenza e a un prezzo prefissato (base). Il termine anglosassone fa riferimento alla chiamata telefonica e all’alzata del ricevitore verso l’alto: tale metafora ricorda che l’opzione call è uno strumento utile a operazioni rialziste.

Capital gain

E’ il guadagno di Borsa inteso come differenziale positivo tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un titolo azionario od obbligazionario. Per una legge del 1998 viene soggetto a tassazione nella misura del 12, 5%.

Capital loss

E’ la perdita di Borsa intesa come differenziale negativo tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un titolo azionario od obbligazionario e dal punto di vista fiscale concorre a diminuire l’imposta su eventuali guadagni maturati in Borsa.

Cassa di Compensazione e Garanzia

Regola tutte le operazioni di Borsa e definisce e controlla i margini di garanzia che devono essere versati dagli intermediari per conto dei loro clienti a fronte di operazioni speculative con strumenti derivati.

Cedola

Consiste fisicamente in un rettangolo di carta numerato che è parte integrante del certificato obbligazionario o azionario. Quando l’emittente mette in pagamento il dividendo (frutto per l’azionista e interesse per l’obbligazionista), l’investitore stacca la cedola e la presenta per l’incasso presso uno sportello bancario. Con l’attuale Monte titoli tale operazione è oggi superata da una procedura telematica.

Chiusura

Così come la vecchia Borsa tradizionale, anche nei nuovi mercati telematici sta a indicare l’ultima parte della seduta borsistica (normalmente della durata di 5 minuti), durante la quale i prezzi sono utilizzati per definire, attraverso calcoli del valore medio ponderato, il prezzo ufficiale della seduta di Borsa.

CONSOB

Nata nel 1970, la commissione nazionale società e Borsa svolge la fondamentale funzione di controllo sulla vita delle società quotate in Borsa e sull’attività degli intermediari. Ha un organico composto da cinque commissari, nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del consiglio. Rimangono in carica 5 anni (per una sola volta) e il loro presidente (anch’esso nominato) è un personaggio di grande carisma nel mondo della finanza.

Corbeille

Era una piattaforma quadrata o circolare, sistemata all’interno del recinto delle grida, dove avvenivano le contrattazioni degli intermediari che compravano e vendevano i titoli azionari od obbligazionari. Ogni corbeille faceva riferimento a titoli appartenenti a un particolare settore merceologico. Oggi, con l’informatizzazione della Borsa, le corbeille non esistono più: le negoziazioni, ormai, hanno luogo per via telematica.

Corporate

Si tratta di un prestito obbligazionario in cui l’emittente è un’azienda privata oppure il governo di una nazione industrialmente arretrata, con un alto tasso di inflazione. E’ presente quindi un rischio di solvibilità dell’emittente più o meno elevato, compensato però da un alto tasso di rendimento.

Covered warrant

Si tratta di uno strumento derivato rappresentato da un’opzione con scadenza breve, media o lunga. L’investitore scommette con il pagamento di un premio (call e put) sull’andamento futuro del titolo o dell’indice sottostante, in chiave rialzista o ribassista. Il termine warrant è discutibile, mentre covered indica la funzione di copertura che questo derivato può svolgere nei confronti di una posizione azionaria in pericolo.

Denaro

Con riferimento agli antichi mercati dove i compratori di titoli o di merci si presentavano con borse piene di monete, in gergo borsistica significa che in Borsa è predominante la schiera dei compratori con conseguente lievitazione dei prezzi.

Derivati

Esempi di derivati sono i warrants, i premi, i future e i covered warrants. Non sono strumenti finanziari indipendenti come le azioni e le obbligazioni, ma esiste un legame indissolubile che li unisce al prodotto, detto sottostante, rappresentato da titoli azionari o da un paniere di titoli (indice). Il valore di un derivato dipende (o meglio deriva) dal valore del suo sottostante.

Diritto d’opzione

E’ il diritto dell’azionista di sottoscrivere un aumento di capitale, proposto dall’emittente per raccogliere mezzi finanziari, che si materializza in un titolo autonomo quotato nell’apposito mercato, e si divide in diritto a pagamento e diritto gratuito, a seconda delle caratteristiche dell’aumento di capitale.

Duration

Si tratta di un parametro finanziario, espresso in unità di tempo, che tiene conto del pagamento da parte dell’emittente di flussi di cassa durante la vita del prestito. Corrisponde alla vita residua se non vi sono pagamenti prima della scadenza. La duration è tanto più elevata quanto è più lontana è la scadenza del titolo e quanto meno frequente è il pagamento delle cedole o dei rimborsi; al contrario, è tanto minore quanto maggiori sono i flussi di cassa erogati durante la stessa vita residua.

E’ l’ente pubblico o privato che emette titoli azionari o obbligazionari da distribuire presso gli investitori. Gli emittenti più importanti hanno titoli quotati in Borsa.

Fondi comuni di investimento

Istituiti nel 1984, raccolgono il risparmio dei cittadini per gestirlo collettivamente secondo gli obiettivi che caratterizzano i singoli fondi. Principalmente si dividono in tre categorie: azionari, obbligazionari e bilanciati. I titoli dei portafogli dei fondi sono custoditi e amministrati da una banca depositaria.

Fondi pensione

Sono stati creati nel 1993 con il fine di offrire una più giusta e moderna organizzazione della previdenza sociale, a salvaguardia della vecchiaia dei cittadini. Si dividono in due categorie: fondi chiusi e fondi aperti. I primi sono chiusi ai lavoratori non dipendenti, i secondi sono aperti a tutti. La gestione, del tutto simile a quella dei fondi comuni di investimento più conservativi, è delegata a personale specializzato e il compito relativo all’erogazione della rendita spetta a primarie società di assicurazione.

Future

Strumento derivato per eccellenza, il future è un contratto a termine, nel quale il termine coincide con la data futura stabilita dal contratto. Di “futuro” in questi contratti esiste però solo la consegna, poiché le quantità e i prezzi sono determinati al momento della stipulazione. Esistono future nel campo delle commodities, in campo valutario e dei tassi di interesse, in campo borsistica (Stock Index Futures), dove il più noto è il FIB 30. Quest’ultimo è diventato, a partire dal 1994, lo strumento operativo più importante per la speculazione di Borsa in campo azionario.

Grida

Nelle Borse tradizionali era il recinto dove lavoravano esclusivamente gli intermediari, che gridavano le obbligazionari, nonché i relativi prezzi. All’interno del recinto vi erano le corbeille, dove venivano quotati titoli dello stesso settore merceologico.

Hedge fund

Detti anche “fondi di copertura” non sono ancora entrati nella lista ufficiale dei fondi italiani, ma all’estero la loro presenza è già importante. La novità risiede nella possibilità per il gestore del fondo di compiere operazioni allo scoperto e di utilizzare prodotti derivati. In teoria l’uso di più ampie strategie operative faciliterebbe una migliore copertura dei rischi.

High tech

Sono i titoli relativi a società ad alta tecnologia (la cosiddetta new economy) che arricchiscono i listini delle nuove Borse telematiche, come il NASDAQ di New York e il Nuovo Mercato Italiano.

High yield

E’ l’alto rendimento dei titoli corporate con rating non elevato e quindi con un certo rischio-emittente, che viene assicurato da nuove società operanti in settori merceologici d’avanguardia e con elevato fabbisogno finanziario.

IDEM

Acronimo del Mercato Italiano dei Prodotti Derivati: Istituito nel 1994, quota i nuovi strumenti finanziari molto utilizzati dalla speculazione di Borsa, come il FIB 30, il FIBO 30 e il Midex. Si tratta di derivati, il cui sottostante è costituito dall’indice MIB 30 e per quanto riguarda le azioni dai titoli più importanti.

Indicatori di Borsa

Sono strumenti di lavoro per gli operatori di Borsa, frutto di studi di analisi finanziaria e aggiornati al fine di calcoli previsionali. Si distinguono in indicatori tecnici (analisi dei mercati) e fondamentali (analisi dei bilanci societari).

Indice

Per numero indice s’intende uno strumento statistico idoneo a studiare nel tempo l’andamento di un’entità variabile, come, per esempio, il prezzo di Borsa. L’indice può riferirsi a un solo titolo o a un paniere di titoli, dove essi sono rappresentati da una media ponderata in funzione della loro importanza. Gli indici iniziano la loro serie storica con un dato di base fatto uguale a 100, 1000 o 10000 e i dati successivi sono ricalcolati in modo proporzionale per indicarne le variazioni rispetto al dato di partenza.

Insider trading

Definisce una legge del 1991 che punisce coloro che, lavorando all’interno delle società quotate, utilizzano in Borsa per il proprio personale profitto informazioni riservate che riguardano operazioni finanziarie o di politica societaria.

Junk bond

Negli Stati Uniti sono i “titoli spazzatura”, cioè i titoli obbligazionari ad alto rischio finanziario di insolvenza da parte dell’emittente. Recentemente però questi titoli sono all’attenzione degli investitori per il loro elevato rendimento.

Lettera

Con riferimento agli antichi mercati dove i venditori di titoli o merci si presentavano con borse piene di documenti (lettere), del tipo bolle di consegna, in gergo borsistico lettera significa che in Borsa è predominante la schiera dei venditori con conseguenze flessione dei prezzi.

Leva finanziaria

E’ caratteristica nell’operatività di molti strumenti derivati. La cassa di compensazione e garanzia richiede, per poter operare sul mercato IDEM, il versamento dei margini di garanzia che possono variare dal 6 al 10% del capitale di rischio. Per esempio: il rapporto 100/10 = 10 si chiama leva finanziaria e quantifica il rischio operativo, pari a 10 volte il capitale versato.

Margini di garanzia

La cassa di compensazione e garanzia stabilisce e controlla i margini per operazioni di borsa con strumenti derivati. Essi sono di due tipi: iniziali (versamento in denaro o titoli di Stato) e a mantenere (solo in denaro). Il margine di garanzia deve essere percentualmente costante (6 o 10% del capitale di rischio).

Market maker

Lo specialista tipico che “fa il mercato” è il dealer di Wall Street, ma anche alcune SIM e banche italiane che offrono prodotti finanziari sia in acquisto che in vendita agli operatori del mercato azionario e obbligazionario. I market maker sono iscritti in apposita lista e controllati da Borsa Italiana spa.

MCW

E’ il mercato telematico ufficiale dei covered warrants, operativo dalle ore 9.15 sino alle ore 17.30. Vi sono scadenze per la cosiddetta risposta premio il terzo venerdì di ogni mese e sono presenti market maker che garantiscono la liquidità (incontro domanda-offerta) e il giusto prezzo in questo mercato.

MEDIA MOBILE

Svolge la funzione di mediare un certo numero di valori giornalieri di una variabile, per esempio dell’indice di Borsa, e di aggiornare il dato risultante aggiungendo nella media l’ultimo dato ed eliminando il dato più vecchio.

MONTE TITOLI S.p.A.

Società costituita da: Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, banche e agenti di cambio, per la custodia e l’amministrazione accentrata degli strumenti finanziari quotati con l’obbiettivo di ridurre oneri e rischi connessi alla loro manipolazione fisica.

Obbligazione

Titolo di credito, rappresentativo di quote del capitale di debito del soggetto emittente, che attribuisce al possessore il diritto alla restituzione, a una certa scadenza, del capitale versato e della corresponsione degli interessi da riscuotere a date prestabilite.

Offerte fuori sede

E’ una modalità di offerta dei servizi di investimento per esercitare la quale i soggetti abilitati si avvalgono di promotori finanziari.

OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio)

Sono così definiti i fondi comuni di investimento e le SICAV di diritto italiano, gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari situati in altri paesi dell’Unione europea e gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari situati in Paesi non rientranti nell’Unione europea e autorizzati all’offerta in Italia dei relativi valori mobiliari.

OPA (Offerta Pubblica di Acquisto)

Offerta di acquisto di prodotti finanziari rivolta a un numero di soggetti superiore alle 200 unità e riguardante un valore complessivo superiore a 400.000 euro. Può essere obbligatoria o volontaria.

OPS (Offerta Pubblica di Scambio)

Si definisce “offerta di scambio” ogni offerta, ogni invito a offrire o ogni messaggio promozionale (indipendentemente dalla forma) che ha per oggetto i prodotti finanziari e come fine lo scambio. L’offerta di scambio si considera pubblica se rivolta a un numero di soggetti superiore alle 200 unità e se riguarda un ammontare di titoli di valore complessivo superiore a 40.000 euro.

Opzione

Contratto in base al quale il writer (sottoscrittore) o seller (venditore) cede al buyer (acquirente) o holder (proponente), dietro corresponsione di un “premio”, il diritto di vendere (opzione put) o acquistare (opzione call) un certo ammontare di attività finanziarie o reali, dette “attività sottostanti”, a un prefissato prezzo, detto strike price o exercise price, (“prezzo base” o “prezzo di esercizio”).

Orso

Nel gergo borsistico indica una fase del mercato mobiliare in cui si ha un andamento negativo delle quotazioni.

OTC (Over The Counter)

Espressione che individua mercati non regolamentati privi di una Cassa di Compensazione e Garanzia, nei quali si negoziano strumenti non standardizzati caratterizzati da elementi contrattuali (scadenza, importo, ecc..) disegnati in base alle esigenze specifiche delle controparti. Si tratta dunque di mercati caratterizzati da un maggior grado di flessibilità rispetto ai mercati regolamentati.

PAC (Piano di Accumulazione)

Piano di versamenti programmati in un OICR. La formula di sottoscrizione di quote/azioni prevede un certo numero di versamenti unitari di cui i primi vengono effettuati in un’unica soluzione mentre il resto viene diluito nel tempo.

Prestito titoli

Operazione attraverso la quale il mutuante consegna al mutuatario i titoli oggetto del contratto, trasferendone la proprietà. A scadenza il mutuatario riconsegnerà titoli equivalenti a quelli ricevuti più un compenso.

Price earning ratio (P/E)

Indicatore calcolato come rapporto fra prezzo di un’azione e utile per azione. Più che di un indicatore di rendimento si tratta dunque di un indicatore di attrattiva del titolo: un titolo con un P/E più elevato è infatti considerato peggiore di un titolo con P/E più basso.

Raggruppamento (di azioni)

Operazione effettuata da una società per aumentare il valore nominale delle azioni: istituendo un rapporto di sostituzione tra azioni nuove e vecchie, si aumenta il valore nominale del nuovo titolo, diminuendo il numero di azioni circolanti.

Rapporto di conversione

Rapporto che indica il numero di azioni di compendio a cui si ha diritto, dato il numero di obbligazioni, in sede di conversione di obbligazioni convertibili.

Rating

Giudizio di merito, espresso da un’agenzia specializzata in tali valutazioni come Moody’s o Standard & Poor’s, che esprime il grado di affidabilità dell’emittente di obbligazioni, sia questo uno Stato nazionale, una società privata o un ente sopranazionale. Il rating rappresenta una valutazione sintetica del rischio di credito di un titolo obbligazionario e influisce in modo rilevante sul rendimento richiesto dagli investitori allo stesso titolo.

Rimbalzo

Termine utilizzato per indicare una variazione improvvisa del trend dei prezzi di un mercato di borsa.

SGR (Società di Gestione del Risparmio)

Società autorizzata a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio e il servizio di gestione di portafogli di investimento per conto terzi.

SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile)

Società per azioni con sede legale e direzione generale in Italia che hanno come oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico di proprie azioni.

Start up

Espressione che individua l’inizio di un’attività in un’azienda.

Take over

Espressione utilizzata per indicare l’acquisizione del controllo di una società, grazie all’acquisto della maggioranza dei titoli o di una minoranza di particolare importanza. In questo caso si dice che una società è stata scalata attraverso la modifica dell’assetto proprietario.

Toro

Termine usato in borsa per definire una situazione di crescita dell’andamento dei corsi.

Vendita allo scoperto

Vendita di titoli, di merci o valute da parte di un operatore che non li possiede al momento della stipula del contratto.

Vigilanza

Attività volta a controllare la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione degli intermediari finanziari, avendo riguardo alla tutela degli investitori e dei risparmiatori e alla stabilità, alla competitività e al buon funzionamento del sistema finanziario. Tale attività viene esercitata da autorità quali la Banca d’Italia, la CONSOB, l’ISVAP e la COVIP che vigilano sull’osservanza delle disposizioni regolanti le materie di competenza di ciascuna.

Warrant

Strumento finanziario derivato equivalente a un’opzione con cui l’emittente conferisce al possessore la facoltà di acquistare o vendere azioni di società, titoli obbligazionari, indici di borse internazionali o valute entro un periodo di tempo (periodo di esercizio) e a un prezzo prefissati.

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